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Benvenuti al sito di cibi golosi, delle ricette antidietetiche e dei luoghi dove il buon mangiare non significa dover guardare la linea. Le persone del raffinato palato pubblicheranno le loro personali ricette con tutto ciò che contorna un piatto senza paragone. Sentirsi pieni e soddisfatti è un dovere.

Potete trovare schiantanti ristoratori pronti a mostrarvi l'arte della preparazione del cibo e che vi invitano a visitarli nei posti più avventurosi sia in città che nei remoti nidi della campagna.

La redazione e i suoi collaboratori volontari forniranno inoltre recensioni di ristoratori di rilievo, che nulla hanno a che invidiare al "Gambero Rosso".


 

Talleri di formaggio

Ingredienti per 10 persone:

  • 500 g di farina realmente integrale (non quella rimista 00 con crusca)
  • 500 g di Emmenthal o altro formaggio di simile consistenza (gommoso, salato ma non troppo)
  • acqua tiepida q.b.

Grattugiare il formaggio, al massimo nel frullatore, ma occhio che tende a fare una pasta stile "goloppo". Ora non vi spiego cosa è il goloppo, ma indovinate il senso che possa avere ... dunque diventa facilmente una cosa intrattabile ... meglio la grattugia.

Mescolare con la farina e aggiungere quel poco di acqua tiepida che serve per fare una pasta elastica, rullabile, non golopposa. Rullare fin quando è tutta omogena, alta circa 7-10 millimetri. Se si vuole aggiungere un tocco di sesamo o coriandolo tostato ... siete liberi di farlo ma ricordatevi che nonostante l'aspetto e odore, il corianodolo è molto, molto forte! La misura massima è una punta di coltello per 1 chilo di farina.

Stampinare (scusate, oggi mi vengono tutte le parole strane), cioè usare lo stampino a cerchio o a stella o comunque qualunque cosa che avete, anche un bicchierino. Stampinare, dunque, tanti di quei talleri e metterli nel forno a 125 - 150 centi gradi (a 90 gradi geometrici, cioè sdraiati) fin quando non emettono l'odore del formaggio cotto ma non troppo. Di aspetto diventano più scuri, un po' sul rosso/arancio, e il formaggio tenta appena di imbrattare la teglia.

Togliere e servire ancora caldi. Attento alle dita, perché chi li conosce mangia anche il cestino

 
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